martedì 2 novembre 2010

Autunno: Tempo di... Carbonada Criolla Argentina.


La Carbonada è un piatto tipico della "cocina criolla" cioè: cucina creole della Argentina.
E' una ricca pietanza a base di carne e riso, che si consuma durante l'autunno-inverno, e dove la zucca è il suo componente prezioso.
E non solo; si aggiunge della frutta, quasi sempre della pesca fresca, che ancora la si trova a inizio d'autunno, altrimente si usa essicata. In certe case, la sostituiscono con delle pere o anche l'uva pasa.
Questo "Guiso" ( si legga: ghiso) è parte della cucina tradizionale del Centro e Nord Ovest del paese, dove il sapore agrodolce delle preparazione è molto comune.
E' un piatto unico e completo, perfetto per mangiarlo i giorni freddi.
Se non fosse perche abbiamo le stagioni al incontrario, questo piatto potrebbe essere collegato alle feste ma non è cosi. In Argentina lo consumano da aprile fino a fine settembre con l'arrivo delle zucche è il freddo.
La riceta è semplicissima!
Ingredienti (per 8 persone)
500 gr. di zucca
800 gr. di carne bovina (tutti tagli che servono per uno spezzatino)
2 spicchi di aglio
1 cipolla
3 carote
2 panocchie di mais
2 pesche fresche o 8 essicate
1 peperone rosso
2 patate
2 patate americane
400 gr. di riso bianco bollito
2 tazze di polpa di pomodoro
2 tazze di brodo di carne
Spezie: alloro, prezzemolo, timo, e della paprika dolce conosciuta come "Pimentòn Dulce"
Sal e pepe q.b.


Prima di tutto si devono tagliare tutte le verdure in pezzeti più o meno grossi. Le panocchie di mais invece a rondelle.
Con la carne si procede come uno spezzatino, la tagliamo a cubi grossi.
Rosoliamo questi cubetti spolverati con un po' di farina e due cucchiai di oleo ( in Argentina è più usato quello di semi).
Poi, si aggiungono l'aglio, la cipolla, il peperone e le carote.
E si bagna tutto con del brodo e la polpa di pomodoro.
Nel fratempo in un'altra pentola si cucina il riso. Poi lo si scola e lo teniamo d'aparte.
Dopo dieci minuti si incorpora la zucca con delle patate. Si cucina il tutto per 20 minuti, e alla fine si sommano il riso con delle pesche fresche. Se la frutta fosse essicata la doviamo mettere prima assieme alla zucca.
Quello che otteniamo e' una specie di minestra densa e corposa.
Per presentarla molto bella, si usa una zucca grande cotta al forno e svuotata come contenitore, per portarla cosi al tavolo.
A casa è uno dei nostri piatti preferiti , cosi appena si vedono le prime zucche, è doveroso e piacevole cucinarlo!
Buen Provecho!!!!!!

lunedì 11 ottobre 2010

Il "Dulce de Batatas" ovvero "Dolce di patate americane" e...nella la "Pastaflora" come detta da noi.


Il “dulce de batata” ovvero, dolce di patate americane , è uno dei dolci più popolari e tradizionali delle tavole delle famiglie in Argentina.

Purtroppo , è meno conosciuto all’estero, dove il nostro “dulce de leche” (dolce di latte), li ruba sempre la scena, senza voler togliere nulla alla sua indiscutibile e meritata fama, per carità.

Ed è un peccato però che , essendo il “dulce de batata” sempre presente negli scaffali dei negozi di specialità importate, siano solo delle premurose mani argentine a portarlo via. Mani che lo cercano piene di voglia di aprire la lattina, dove quasi sempre lo confezionano, per poter dopo farlo un vero protagonista in tante pietanze, che riempiranno di gioia i cari.

Il “dulce de batata”,viene elaborato con questo tubero – ipomoea batatas - originario del Centro e Sudamerica, conosciuto con il nome di batata, boniato o camote a seconda del paese. Ed è molto semplice da fare , ve lo farò vedere tra poco! Oggi abbiamo la fortuna di trovare le patate americane in Italia, nei reparti ortofrutticoli dei grandi supermercati o nei negozi di prodotti biologici.

Lo si può mangiare tagliato a fette, data la sua consistenza abbinato ad una fetta di formaggio fresco. Cosi riceve il nome di Postre Vigilante , un dessert nato , dicono, a Buenos Aires, reso popolare dai poliziotti che facevano la guardia nelle strade dei quartieri o le caserme, per quello chiamato “vigilante”, che lo consumavano quotidianamente come “ammazza fame” , essendo sostanzioso , semplice e veloce da reperire ad ogni momento.

Tanta è stata la sua fama ,che perfino i ristoranti ricercati cominciarono ad offrire questo dessert. Negli ultimi due decenni era stato lasciato un po’ in disparte dalla ristorazione , considerato un po’ datato, mai abbandonato però. Nelle case argentine un pezzo di “dulce de batata” nel frigorifero c’è ne sempre!

Adesso in Argentina , come in altre parti, si vive un periodo di rinascita (meno male!) di tutti prodotti considerati tradizionali e cosi questo dolce sta vivendo una specie di rivincita.

Consiglio caldamente di assaggiarlo con il formaggio , fresco e dolce , capirete cosi i motivi per cui è cosi amato.

Se preferite invece, assaggiarlo in una pietanza piuttosto classica, allora utilizzatelo in una crostata, chiamata in Argentina: Pastafrolla con Dulce de Batata, che proprio non manca mai all’appello di eventi tali come compleanni, feste varie e merenda delle domeniche dove chiude con un fiocchetto gli “asados”.


La ricetta



Per il Dulce de Batata:

½ kilo di patate americane , conosciute anche come patate dolci
370 gr. di zucchero di canna
350 ml. di acqua
4 fogli di colla di pesce (8 gr.)
1 cucchiaio di essenza di vaniglia


Mettere a bollire le patate americane con la buccia. Una volta cotte, spellarle e fare un purè.

Collocare in una pentola l’acqua con lo zucchero.

Quando arriva ad ebollizione, aggiungere il purè di patate americane. Lasciare cuocere per 15 minuti girando in continuazione. Nel frattempo lasciate in ammollo i fogli di gelatina.

Incorporare i fogli, uno a uno, al purè di patate americane in caldo, che avrà raggiunto una consistenza piuttosto densa.

Travasare in un recipiente rettangolare ( 15 x25 cm per questa quantità) coperto da pellicola di cucina e una volta freddo, lasciarlo riposare in frigo per almeno 4-5 ore fino al suo rassodamento.



Per la pasta frolla della crostata:

500 gr. di farina 00
300 gr. di burro freddo
200 gr. di zucchero a velo
3 tuorli e 1 uovo
1 cucchiaino di vanillina




Collocare a forma di fontana la farina setacciata ed aggiungere nel buco il burro freddo tagliato a pezzettini, lo zucchero a velo, i tuorli, il uovo e la vanillina. Amalgamare il tutto velocemente senza impastare molto e formare un panetto. Lasciare riposare in frigo per un’ora.

Prendere il panetto, stirarlo con un mattarello infarinato e foderare una teglia ,tanto il fondo come i bordi che dovranno essere alti almeno due centimetri.

Tagliare il “dulce de batata” a strisce dello stesso spessore, e foderare con questi la superficie della crostata. Cucinare in forno preriscaldato a 180º.

Sia che decidete di farlo voi stessi (coraggio, è semplice non credete?) o lo prendete pronto in confezione per assaggiarlo, il “dulce de batata” ha un sapore unico, sorprendentemente piacevole che vi ricorderà sicuramente i marron glacè o castagne sciroppate.

Mangiato assieme al formaggio è un degno esempio dei contrasti del dolce-salato. A chi piacciono questi abbinamenti sarà ampiamente soddisfatto.

E poi la crostata… che dire… è uno dei dolci preferiti delle famiglie argentine, senza discussione!

Perfetta in tutti momenti e che riporta ogni compatriota ai teneri ricordi dell’infanzia.

Buen Provecho!!!!

domenica 26 settembre 2010

Italo-Argentinissimi!!!! Domenica di Asado con MadreTierra e tanti Amici!!!.



La domenica 5 settembre 2010, la Associazione Italo-Argentina MadreTierra di Trieste ha organizzato un "Asado" nei pressi del Campo Scout di Campo Sacro, vicino a Prosecco.
Cos'è un "Asado"? Cosi che viene chiamata da noi argentini, la carne fatta alla griglia.

Ma l'Asado, non è solo una tipica piettanza nostra, bensì rappresenta il nostro modo d'essere.

Il fatto di condividere un momento con gli altri nello stesso tempo che un pezzo di carne cuoce sulla griglia, mentre si dialoga , si riflette con un bicchiere di vino o birra in mezzo, o si celebra qualsiasi evento.

E' una scena che si ripete spesso, perche lo si cerca, dove si mette a luce il nostro culto all'amicizia, al piacere di stare insieme.

Tradizione ma anche fenomeno sociale, questo del Asado de Domingo, che si ripete tutto l'anno, già!! è per quello che esistono "los quinchos", specie di tetoie , ormai modernissime e più che attrezzate per resistere il caldo o il freddo in qualsiasi angolo de la nostra bella Argentina.

Ed è proprio alla insegna di questa bellissima abitudine, che l'Associazione ogni anno aproffitando della bella stagione, ricrea questo rituale, che è molto ben ricevuto dai conazionali e da tante altre persone, di tutte le provenienze, che sono felici di poter godere di una giornata di amicizia e gastronomia argentina.



"Un Domingo Argentino en Trieste"

Presto, molto presto alla mattina, si accende il fuoco.

La figura del "Asador", cioè la persona che si incarica di parare e grigliare la carne e di accendere, curare e controllare il fuoco dove la si cuoce, è molto celebrata e emblemàtica.

Chi lo sà fare, è perche sopratutto, ci mette amore e passione.

Perche l'Asado abbia il sapore che tanto ci piace, deve essere fatto con il calore giusto.

Cioè, il fuoco fatto con legno e carbone, e le bracce scelte accuratamente.

Ci vuole un po' di tempo per ottenere queste braccie e tanta esperienzia per saper mantenerli e distribuire , afinchè facciano bene il suo lavoro.






Le braccie si raccolgono e vanno messe d'apparte.

In questo caso si tratta di una griglia grande e per tanto, si tengono in contenitori capienti.

La griglia in Argentina viene chiamata "Parrilla".

Quindi in questa ocassione si tratta di un Asado fatto "A la Parrilla", perche anche lo si può cuocere sempre al fuoco ma con altri aggeggi.


Altri metodi sono per esempio: " A la estaca" , cioè con un ferro alto inchiodato al suolo, vicino alla fiamma, messo in diagonale e girato alternatamente sui lati.











Il nostro "Asador", Javier, prepara massagiando con sale e amore le "tiras de asado".

Questo taglio ,molto argentino, è il più popolare che non deve mai mancare, e non è altro che, la costata del vitello tagliata trasversalemente in grosse strisce.

Il menù prevedeva questa carne, di provenienza europea , pero scelta accuratamente e di ottima qualità.

Incaricata e tagliata "alla argentina" grazie alla sapienzia del presidente dell'Associazione, Carlo che di carne se ne intende!!

Altro da aggiungere è, che la carne se insaporisce con solo sale.

E credetemi ... non ne ha bisogno di niente altro!



Perche è il modo in cui si cuoce a esaltare il suo sapore! (premessa di una scelta di qualità, certamente)



Su un'altra griglia, si cuocevano "los chorizos" cioè, le salsicce.

Sono pronti molto più velocemente del Asado, e quindi vanno servite in primo posto.

Abbinate al pane, di preferenza un filoncino, formano il panino più amato dagli argentini: il "Choripane".

Chi abbia la fortuna di viaggiare in Argentina, consiglio di fermarsi nei tanti posti ambulanti, a Buenos Aires, dove gustarsi un buon "Choripane".

Come gli americani hanno il suo Hot Dog, bene! Noi abbiamo il Choripane!!


Ed è buonissimo!



Altre volontarie con l'incarico di lavare le insalate.

Quella che in nostro paese va di più: semplicemente lattuga e pomodoro.

Perche... la regina del menù, signore e signori, è la carne!!

Altro elemento importante che acompagna l'Asado el una salsa chiamata: Chimichurri.

Ciascuno a casa a una ricetta con varianti, ma in genere, la si fa con aglio, prezzemolo, origano, ajies (peperoncino del nostro paese) tutto miscelato con dell'olio, un po' di aceto, sale e pepe. Va lasciata riposare per un po' di maniera che l'olio si impregni dai sapori delle spezie.

E una salsa piuttosto liquida, che serve a condire carni alla griglia e arrosti.


E non è mancata in questa ocassione!! C'era ben distribuita nei tavoli per poterla assagiare a piacere.



Finalmente la carne arriva al fuoco!!!

Vederla cucinare è già un vero spettacolo!!





















Il nostro "asador" la controlla con "cariño"(Coccole!)

E le gira nel momento adeguato.

Le braccie sotto, emanano il calore che lentamente cuoce le "tiras".

In Argentina, esistono tanti altri tagli che vanno alla "Parrilla", tra cui matambre, vacio, e poi, quelle chiamate "las tripas" quelle fine e grosse , che sono l'intestino lavato del animale (di mucca), le salsicce e le "morcille" una specie di sanguinaccio.

Sens'altro domina la carne di manzo, quella che ci ha ressi famosi, ma cuciniamo anche il maiale, il pollo e l'agnello alla griglia.

In somma... c'è un detto da noi: Todo bicho que camina va a parar al asador!( qualcosa come: Quasiasi animale che cammini, va a finire nella griglia)

Qui vuole approfondire, faccia un click qui, dove troverà un glossario molto interesante per informarsi.





Ed è arrivato il momento tanto attesso....

Si mangia!!

Il menù prevedeva le salsicce con pane, e come no! le Empanadas.

Poi è arrivato il turno del Asado con le insalate.

Poi, frutta e crostate, e ancora più Asado per le buone forchette!!









Il pranzo è stato aprezzato da tutti quanti!!!




Ma proprio da tutti!!!!!!!!!














Poi i bambini si sono divertiti giocando un "picadito", cioè una mini partita di calcio.

Il clima ha contribuito a che ci fosse una vera festa.

Un ritrovo, un flusso di chiacchere in torno al "Mate" o il "Caffè.

E tanti racconti di storie di vita, di arrivi... di partenze.








Alla fine, la foto di grupo.


Membri della comissione e volontari, che in un meraviglioso giorno di settembre, hanno messo tutto il suo impegno per celebrare quello che siamo...



ITALO ARGENTINISSIMI!!!!!!!!




Buen Provecho!!!!

venerdì 19 febbraio 2010

La Feijoada Brasiliana...Giusto dall'altra Riva! Ma Quanta "Saudade"!!



A casa mia, è sempre benvenuta la Feijoada -fagiolata in portoghese-. Sopratutto d'inverno o finchè dura il fresco!

Sono cresciuta in terra di confine con il Brasile, ed è assolutamente naturale per noi ,argentini e brasiliani, lo scambio continuo durante tutto l'anno, sia per scappate a fare spese e ovviamente a mangiare, sia per fare vacanze.

I miei ricordi d'infanzia nelle spiagge di questo caldo e meraviglioso paese, sono ancora vivi e collegati a tanti piatti brasiliani. Perciò mi sento molto coinvolta e arriva al mio cuore tanta...saudade... ogni volta che li mangio.

Passavamo a volte quasi un mese al mare, sempre in località diverse per conoscere di più, il sud del Brasile. Per la vicinanza agli stati di Paranà, Santa Caterina e Rio Grande do Sul erano le destinazioni scelte per arrivare con almeno una giornata di viaggio. Cosa normalissima, visto le grosse distanze che si percorrono in questi paesi per muoversi da un posto all'altro.

La prima fermata a pranzo, era una abbuffata con tutti piatti ormai conosciuti. Tra quelli, questa fagiolata , " La Feijoada" , fatta con fagioli neri, coltivati in queste terre, arrichita di carni affumicate tale come costine di maiale, pancetta e salsicce, rigorosamente acompagnata di contorni come il riso in bianco, le biete saltate con del aglio e la pancetta , e gli spicchi di arancia per rinfrescare il palato.

Ed e' saputo che in terra di confine, i tavoli si allungano, tanto di un lato come dall'altro.

Cosi, questo piatto brasiliano per eccelenza, è stato acquisito da noi argentini del confine, che lo cuciniamo a casa, seguendo le ricette di nostri fratelli brasiliani con cui sappiamo festeggiare tutte le volte che la occasione ci incrocia, trane durante le partite di calcio delle nazionali... quando il nostro grande amore si transforma in odio!!!!

Passiamo alla ricetta!


Ingredienti (per 15 persone circa)


1 Kg. di fagioli neri

4 cipolle dorate

1 carota

1 fusta de sedano verde

6-7 spicchi d'aglio

4 piedini di maiale

500 gr. di costine di maiale affumicate

500 gr. di salsicce affumicate (io uso le cragno)

250 gr. di pancetta affumicata

1/2 salsiccia napoletana (cioè quelle piccanti)

1 bicchiere di cachaca (destilato tipico brasiliano che si usa anche per fare la caipirinha) o se non la trovate del vino rosso

4 floglie di alloro

sale e pepe

Se li trovate pottete anche aggiungere: le orecchie di maiale, cotenna e carne salata.



Per la salsa di condimento piccante:


2 spicchi d'aglio

2 cucchiai di peperoncino

1/2 tazza di aceto di vino rosso

1/2 tazza di acqua calda

2 cucchiai di concentrato di pomodoro

1 cucchiaino di paprika , erba cipollina fresca

sale





Preparazione:

Lasciate in amollo la sera precedente i fagioli neri.

Mettete in una pentola a bollire i fagioli con una carota, una cipolla , del sedano e due foglie di alloro.

Allo stesso tempo tagliate le cipolle rimasti e dell'aglio e mettete a soffriggere in un altra pentola capiente a sufficenza per ricevere dopo le carni e i fagioli, e cioè grandina.

Quando le verdurine sono ben soffrite aggiungete tutte le carni (tagliate a quadratini quelle que si possono o intere con l'osso le altre).

Bagnate con la cachaca e lasciate consumare l'alcohol. Dopo prelevate dell'acqua di cottura dei fagioli e aggiungete alle carni perche continuino a cuocere.

Una volta cotti i fagioli, transferite 2/3 alla pentola delle carni. Il 1/3 che rimane ridurlo a purea con un passaverdure e incorporatelo alla pentola. Cosi daranno cremosità allo stuffato.

Lasciate ancora cuocere l'insieme per 20 minuti e spegnete il fuoco.

Sarebbe ideale poterlo fare in una pentola di terracotta. La regola, come con qualsiasi zuppa con legumi, è che quanto più si riposa, più buona viene.

Preparate i contorni cioè: riso bollito, biete o spinaci saltate con dell'aglio e la pancetta, fette di arancie, manioca - yuca-bollita.

Fate la salsa piccante: mettete a soffriggere l'aglio con il peperoncino nel olio in una padellina, e poi aggiungete l'aceto ed il concentrato di pomodoro. Lasciate andare per due minuti ed aggiungete dell'acqua . Cucinate ancora per dieci minuti ed aggiungete la paprika ed il sale. Versatela in una salsiera.

Disponete i contorni in vasoi grandi, tutti intorno alla pentola in terracotta messa al centro del tavolo. Non dimenticatevi della salsiera con il condimento e le fette d'arancie spelate.

Come procedere? Di solito si serve prima un po' di riso e affianco un mestolo di Feijoada. Poi si aggiungono le verdure verdi e la yuca , queste in piccole quantità. Aggiungete la salsa piccante a volontà.

Passato l'imbarazzo, vedrete come tutti perdono la timidezza e continuano a servirsi le combinazione che più li piaciono, una ed altra volta... finche lo stomaco resista!!!

Ora è il momento di mangiare qualche fetta d'arancia... per rinfrescarsi! Avete capito!

Allora coraggio! Preparatevi la vostra Feijoada e organizate una festa brasiliana con degli amici!!


Buen Provecho!!!

sabato 30 gennaio 2010

Il "Bizcochuelo" , il preferito tra le Torte in Argentina.



Oggi vi voglio parlare del "Bizcochuelo" (si pronuncia "bizcocciuelo").
E' infatti, un tipo di torta, un'impasto molto utilizzato in Argentina, che quà in Italia viene ben conosciuto come Pan di Spagna. Da chi sia stato portato in Argentina, di preciso non lo so. Cioè , possiamo ipotizzare tra italiani, spagnoli ,francesi, inglesi, insomma...tra i tanti inmigranti europei che popolarono la nostra terra.

Ci sono tante ricette da cui potrebbe essere nato , tra la torta genovese, il genoise dei francesi, il biscuit degli inglesi...diciamo che delle sue origini se ne discute abbastanza.

Le fonti italiane lo mettono come proprio, già che con questo nome, si dice sia stato presentato da un cuoco genovese in un banchetto in onore della Spagna a fine del '700, e forse per questo c'è un po' di confusione.

Chiunche sia stato a inventarla, questa torta elaborata a base di uova, farina e zucchero è protagonista di tutti eventi importanti nella vita delle famiglie argentina. Compleanni, matrimoni , battesimi, la si trova addobbata nelle mille forme. Sarà la sua sofficità, la possibilità di farcirla con quanto si voglia, la sua leggerezza, la si trova dappertutto e non manca mai chi la sà fare.

Passano gli anni, e continua a essere sempre presente, anche se la pasticceria argentina si è aggiornata ed offre tante altre alternative. La clase media e bassa la preferisce. Sarà per tradizione già che piace ai bambini , ripiena con il "dulce de leche", un connubio semplice, mà gustoso e che riempe la memoria di tanti di noi argentini.

Bene, questa è la mia ricetta casalinga. Quella di tutta la vita , super collaudata.
Nelle famiglie c'è sempre una persona che sà farla , e rimane a lei l'incarico ad ogni festa, di fornirla.




Ingredienti (per uno stampo di 24 cm)

6 uova
2 e 1/2 tazza di farina autolievitante ( se la volete al cacao, sostituire la 1/2 tazza di farina per cacao in polvere)
1 tazza d'amido di mais
1 e 1/2 tazza di zucchero semolato
10 cucchiai d'olio di mais
10 cucchiai di acqua tiepida o succo di arancia
1 cucchiaino di esenza di vanilla o il aroma che preferite
1 cucchiai di scorza di limone o arancia

Separate i rossi dei bianchi.
Sbattete a neve i bianchi e dopo incorporate un po' alla volta, sempre sbattendo ,1/2 tazza di zucchero come se si trattasse di una meringa.
In un'altro recipiente sbattete i rossi con una tazza di zucchero fino ad ottenere un composto bianco e gonfio.
Incorporate ora i dieci cucchiai di olio e poi i dieci di acqua o succo di arancia.
Aggiungete poi la farina setacciata miscelata con il amido di mais ed il cacao se avete scelto di farla cosi.
Alla fine incorporate la meringa tenuta da aparte con movimenti del basso verso al'alto, delicatamente, cosi l'impasto si riempe d'area e la nostra torta verrà bella alta e soffice.
Versate l'impasto nello stampo scelto previamente oliato e infarinato per evitare che si attachi.
Infornate in forno preriscaldato a 180º per 50 minuti.
Una volta fuori dal forno, lasciatela raffredare nello stampo che poi potete rimuovere.
Io di solito la taglio in tre, per farcirla con il "dulce de leche", essendo cosi molto gradita da miei amici italiani.

E in quanto alle tecniche di montaggio, se volete fare un figurone, vi propongo questa tecnica che vi spiego con le fotografie del collage di sotto. Viene chiamata "Bizcochuelo Damero" per la sua composizione che assomiglia al tavolo del gioco della dama.
Il suo montaggio e più semplice di quanto se ne pensi.
Avete bisogno di due torte, una alla vanilla e l'atra al cacao (nel mio caso ho usato uno stampo richiudibile di 20 cm. di diametro). Per farli ho semplicemente diviso la mia ricetta in due, e cosi, ho ottenuto le due tortine di cui avevo bisogno. La procedura, secondo me, risulta molto chiara guardando le foto.


E divertente e il risultato è altamente soddisfacente!

Coraggio! Provate a farla cosi la prossima volta!

Buen Provecho!!
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