lunedì 30 novembre 2009

Biscotti detti "Caritas Sucias" Ovvero "Faccine Sporche".


Questi biscotti occupano un posto speciale tra i dolci fatti a casa mia.
Vengono spesso chiamati con il nome di Caras Sucias cioè "Faccine Sporche", per lo zucchero scuro che portano sopra una delle sue facce.
Dove abitavamo, in Misiones, sono poco conosciute, perche appartengono alla pasticceria tipica del Litorale Centro della Argentina. E cosi, ogni volta che eravamo in visita in queste province, correvamo alla panetteria più vicina per comprarli.
Ho trascorso gran parte della mia infanzia a Santa Fe de la Vera Cruz, per cui è inevitabile che mi riportino a bei ricordi di quei tempi.
Anche mio marito ha vissuto in questa città per molti anni .
È per questo che abbiamo in comune l'amore per Santa Fè.
Negli ultimi anni che abbiamo vissuto in Argentina, ci faccevamo spesso delle scapate.
Transcorrevamo bellisimi giorni con la famiglia, camminando lungo il litorale con il "Mate" in mano, le visite ai parchi frequentati in gioventù, come il Parco Garay ed il Parco del Sud, passeggiate lungo il Boulevard Galvez e poi stuzzichini nei giardini delle birrerìe, che abbondano in tutta la città, già che ne produce tantissimo di questa bevanda.E quì ci bevevao un "liscio", come viene chiamato a Santa Fe il bicchiere di birra , sempre accompagnata delle "Picadas" , ovvero un vasoio pieno di stuzzichini vari, patrimonio culinario di questa città.
Poi il ritorno a casa , preceduto da una consuetudine immancabile: aspettavamo alle 6 del mattino l'apertura della pasticceria per prenderne 2 kg di questi biscotti , per poi partire con il nostro "bottino" da essere mangiato gran parte in viaggio, per le 8 ore in macchina che avevamo davanti.
Ci rimanevano alcune per la colazione del giorno sucessivo quando prendevamo il caffè, per mangiarli pieni di nostalgia dei giorni transcorsi a Santa Fè.
Ora che abitiamo in Italia, ho imparato a farli, per la gioia di mio marito che li adora e indovinate? anche a miei bambini piaciono tantissimo ! Beh, semai ,a cosa servono i geni?

Ingredienti (per circa 20 piccole tortine)
350 gr. di farina 00
25 gr. di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero bianco
60 gr. d strutto
130 ml di acqua tiepida
150 gr. di brown sugar (zucchero di c
anna scuro), mescolato con 2 cucchiai di farina.





Sciogliete il lievito in acqua tiepida con un cucchiaio di farina e un cucchiaino di zucchero.
Lasciare riposare 15 minuti circa, quando verrano delle bollicine a fomra di schiuma.
Disporre la farina con un cucchiaino di sale sulla tavola a forma di fontana.
Fare un buco dove aggiungeremo lo strutto, che io preferisco in questa preparazione particolare, perché il risultato è veramente buono.
Quindi inserire il preparato di lievito.
Lavorate l'impasto per circa 15 minuti.
E lasciare riposare coperto con un panno per un'ora fino a che raddoppi di volume.
Mescolare lo zucchero di canna con la farina, ciò impedisce che caramellizze la coperta una volta immessi i biscotti nel forno.
Stendete la pasta lasciandola di circa 3-4 millimetri di spessore.
Tagliare i cerchi delle dimensioni desiderate.
Ho preparato il formato mini, e poi li ho fatto un po' più grandi. Tradizionalmente hanno in genere circa 7-8 cm di diametro.
Passare un pennello con dell'acqua sulla superficie.
Mia figlia ama fare i biscotti e questa volta mi ha chiesto di farli anche con la forma di albero di Natale.

Collocare lo zucchero di canna scuro sopra e schiaccare per aderire per rimanere cosi compatti.
Portarli sulla teglia dove saranno cotti , imburrata, oppure è possibile utilizzare la carta da forno.
Cuocere in forno preriscaldato a 200 ° per circa 15-20 minuti.
Deben estar cocidas pero no dorarse demasiado. Essi devono essere cotti ma non troppo marrone.
L'impasto di questi biscotti mi ricordano le merende della mia infanzia.
In particolare mi piace molto questa combinazione d'impasto un po'salato con dello zucchero sopra.
Mi ricorda le fette di pane con burro e zucchero, come prima colazione o merenda che mangiavamo da bambini.
Un'abitudine ormai persa col bombardamento dei dolci industriali.
Come vi ho detto impastare con dello strutto (che dopo tutto non è molto) rende la consistenza del biscotto particolarmente tenera.
E pussono durare fino al giorno successivo senza indurire o asciugare troppo.
E qui ci sono gli alberelli di mia figlia, dato che siamo vicini alle feste è un'idea divertente per questi giorni, dove pane e dolci sono all'ordine del giorno.
Semplici ma deliziose!

Senza dubbio sono parte delle nostre ricette di famiglia, quelli che non si sono persi, anzi, si rinnovano senza mai perdere la sua essenza.
Buen Provecho!!!

domenica 22 novembre 2009

Il Locro. Un Piatto Argentino con tanto di Tradizione.


Il 10 novembre in Argentina si celebra il giorno della tradizione, una data che è stata istituita in memoria dello scrittore e poeta José Hernández, autore del libro "Martin Fierro".
Una giornata di festa in tutto il paese, facendo riferimento a una figura di spicco nella nostra cultura, che è appunto, il personaggio nel libro di Hernàndez, il Gaucho.
Quel'uomo che ha vissuto nella Pampa, sempre a cavallo, l'immagine più romantica e nostalgica della ricca pianura argentina , con cui ci siamo fatti conoscere in tutto il mondo.
Una festa dove sono presenti molti dei nostri piatti tipici , i più rappresentativi della cucina argentina, tra cui il Locro, il più sentito dopo il nostro famoso "Asado", come viene chiamata nostra carne alla griglia.
Meno conosciuto all'estero, questo Locro ,è una specie di minestra, e risulta un piatto popolare e molto economico.
I suoi origini sono nelle Ande ed il suo nome deriva da una parola in lingua quechua :rukru o lukru. Si crede sia stato già presente nelle tavole degli Incas, questo è stato dedotto dai suoi ingredienti, trovati negli scavi.
Si presenta più o meno arricchito ,secondo il budget di ogni casa, ma nel complesso questo stufato o quasi minestrone, è fatto con ingredienti del nostro territorio.
Se si pensa che quasi tutte le festività nazionali argentine coincidono in gran parte con l'autunno ed l'inverno, non è di sorprendersi, che venga consumato con tanto entusiasmo.
La zucca , è uno dei suoi ingredienti principali.
Ed cosi non c'è Locro senza la zucca!

E poi, il chicco meraviglioso proveniente delle Americhe, il mais.

In questo caso, un tipo particolare di granoturco bianco e gigante,la cui varietà cresce solo nel Nordovest del nostro paese.
Il Locro diventa cosi un grande minestrone fatto di zucca e mais bianco (o giallo in certe regioni di Argentina) e l'aggiunta di fagioli bianchi, più verdure che sono quasi sempre patate, carote, peperoni e i tagli più conveniente della carne di maiale, come le puntine, le orecchie, piedini , pancetta e salsicce , ed pussono esserci anche delle costine di maiale affumicate a volte o delle braciole pure.

Anche la carne secca, chiamata in Argentina "Charque" (si legga "ciarche"), talle come veniva conservata nei tempi coloniali.
Poi, in ogni regione ci sono delle varianti, ma gli ingredienti principali sono gli stessi.
Tutto insieme in un pentolone ed una cottura prolungata, cosi che tutti questi sapori si miscelano e concentrano. E molto comune in queste feste ed anche nei week end freddi, trovare delle bancarelle nei angoletti degli paesini e città, dove lo si cucina e lo si può adquistare per asporto. E cosi si vedono un sacco di gente in giro con i suoi contenitori alla ricerca del locro per il pranzo di famiglia che sarà goduto a casa.
Il Locro all'estero? La questione più difficile è quella di trovare questo tipo di mais bianco molto particolare ,originario della provincia di Salta, Nordovest argentino.

Purtroppo , dove abito adesso, non arriva questo mais tramite gli importatori (non so perchè motivo visto il nostro mercato globale) , e cosi miei fornitori sono parenti ed amici, che ogni volta che tornarno in Italia, portano con sè il bottino più ambito per noi gli argentini.

Vi dò la ricetta!

I miei ingredienti per il Locro (fa circa 14 persone)

400 gr.di mais bianco frantumato
1 kg di zucca
2 cipolle grandi
3 peperoni tra rossi e gialli
2 carote
2 spicchi d'aglio
4 foglie di alloro
1 piedino di maiale
2 salsicce affumicate (ho usato le cragno)
4 costine di maiale affumicate
250 gr. di pancetta
4 patate grandi
2 patate dolci dette patate americane
200 gr. di fagioli bianchi (ho usato i cannelini)
sale e pepe q.b.

Per la salsa di condimento: Consiste in un soffrito fatto di:
erba cipollina tagliuzata
1 peperone verde
peperoncino abbondante
aceto di vino rosso
1 cucchiao di zucchero di canna
sale , origano e prezzemolo





Questo mais viene lasciato a molo, come i fagioli, la sera prima.
La consistenza particolare che acquista dopo cotto, è la particolarità più pregiata di questa preparazione, che tanti italiani trovano originale e gustosa.
Tutti chiedono il bis, è si sorprendono gradevolmente.
Proseguire decorticando e tagliando tutte le verdure:
La cipolla ad anelli grandi ed i peperoni in quarti.
L'aglio va lasciato intero o tagliato fino secondo le preferenze, io lo taglio in lamelle.
Si inizia con la cottura della carne con le verdure.
In primo luogo, la cipolla ed l'aglio insieme con la pancetta a strisce grosse.
Alcune persone cuocere tutti gli ingredienti insieme, io preferisco farlo in due fasi.
Poi si aggiungono i peperoni.
Dopo la carne, le salsiccia e le carote.
Rosoliamo tutto ed aggiungiamo dell'acqua per continuare la cottura per circa un'ora lasciando sobbollire.
Nel fratempo, dopo aver lasciato riposare il mais ed i fagioli per circa 12 ore, si mette in una pentola separata, con del acqua , per cucinarli insieme.
Nel giro di un'ora, devono essere cotti.
Una volta cotta la carne, la mettiamo da parte.
Mentre si cucina il maiz aggiungiamo nella estessa pentola , la zucca decorticata e tagliata a pezzi grossi.
Speliamo le patate ed anche quelle dolci e gli teniamo d'apparte.
Quando il mais sarà cotto, versiamo nella sua pentola la carne e le verdure tenute d'apparte.
Volendo possiamo cucinare la carne il giorno prima e lasciare in frigorifero per il giorno successivo, questo farà che i sapori si concentrino di più.
Per ultimo incorporare le patate quelle bianche e quelle dolci.
In 20 minuti quando saranno cotte, questa minestra è pronta.
La zucca diventarà una purea già che si disfa con tanta cottura e questo va bene, già che apporta la cremosità a questo piatto.
In tutto sono da 2 a 4 ore, tutto dipende dal tipo e dalla quantità di carne. Cioè tutta una mattina volendo.
Sebbene, i tempi sono lunghi, vale la pena.
Questo è il motivo per cui nelle bancarelle si vedono persone lavorando dalla mattina presto, per arrivare a mezzogiorno, quindi, con la zuppa nel suo punto giusto.
Preparare la salsa per il condimento:



Il Locro è condito con una salsa piccante, fatta con aglio, scalogno, peperocino ( detti "Ajies" in Argentina) e peperoni verdi dolci.
La mia è una versione adattata con cipolle, erba cipollina( quando la trovo o altrimenti porri), pepe , aglio, peperoni verdi e peperoncino.
Quasi un Chimichurri - famosa salsa argentina de barbacue, cioè molto usata nelle grigliate.
Si fà un soffritto di cipolla, erba cipollina, peperoni , più un paio di cucchiai di aceto di vino rosso e si lascia cuocere por un po'.
Aggiungo anche della paprika dolce, in mancanza del "Pimentòn Dulce" usato in Argentina per dare il tipico colore rosso a questa salsa.
Allora , Locro e vino rosso!
Per coloro che abitiamo all'estero, è molto speciale ricostruire la nostra cucina , detta "Criolla" Creole, quella che ci sveglia pura nostalgia.
Mantenere vivi i sapori della nostra terra, ormai lontana, e cercare di recuperare la memoria delle papille gustative e dell'olffato.
Ecco un esempio, con questo prezioso cereale, ambito, e sempre atteso.
E la cosa più piacevole, è quella di offrire ai nostri figli, ormai nati e cresciuti quì in Italia, questi sapori. Cosi possono portare nello zaino della vita ,storie di vita, raccontate attraverso i piatti preparati dai suoi genitori venuti da lontano.
Suona molto familiare, vero?
Be'!...., cento anni fà, gli italiani facevano lo estesso in Argentina con suoi figli e nipoti.
Com'è la vita che a volte si fà la strada inversa!!
E chissà che cosa accadrà tra 100 anni ancora...
Intanto Vi dico che i miei figli mangiano il Locro come si dice in Italia: Di puro gusto!
Un piatto da condividere con amici e parenti.
Tavolate dov'è inevitabile parlare della nostra terra, ora lontana ma sempre presente! Per rivivere i bei ricordi e per far conoscere la nostra cultura, sicuramente in compagnia di foto del passato o di un viaggio recente.
Non c'è nulla di triste in questo.
Nella nostra nuova terra siamo felici, ed ora è la terra dei nostri figli, dall'altro canto.
E 'una gioia immensa poter godere della nostra cultura. Oggi abbiamo dei vantaggi che una volta non esistevano. Internet, webcam, negozi di articoli importati, ecc.
Se pensiamo ai nostri nonni!
Ed oggi ... che lusso! Possiamo goderci di un piatto di Locro sulla riva del Adriatico Nord!
Buen Provecho!!!!




domenica 8 novembre 2009

Il Mate ed il Tererè. Due fratelli di "Yerba".


In molti dei miei post ho citato tanto queste due bevande.

Il Mate, detto quà in Italia "matè" ed il suo "fratello" il tererè, la stessa infusione però nella la sua versione fredda, hanno un significato più che importante per noi.

Ormai abitiamo da anni in Italia, ma comunque non abbiamo perso la abitudine, mercato globale mediante, di consumirla la mia famiglia ed io in compagnia di qualche dolce o degli snack salati.

Ed è per quello che volevo raccontarvi alcune cose interessanti riguardo a tutte due queste bevande che si bevono in un modo molto particulare.


UN PO 'DI STORIA


Il Mate è una bevanda tradizionale e popolare in Argentina, Paraguay, Uruguay, parti del Cile e la Bolivia e anche gli stati meridionali del Brasile.
Il Mate è una infusione fatta con la Yerba Mate.
Scientificamente noto come Ilex paraguariensis Sant Hill, l'albero di Yerba Mate cresce nella regione che comprende il bacino del Paranà, Uruguay e Paraguay. Per svilupparsi necessita di un clima tropicale o subtropicale, con alcune caratteristiche del suolo.

Allo stato selvatico cresce di 15 metri, ma si coltiva come un cespuglio per essere raccolto facilmente, azione che viene chiamata "Zafra".
Di lui si tilizzano le foglie e rami che passano poi attraverso un processo.

Il prodotto finale viene chiamato Yerba Mate e commercializzato come tale, è costituito da foglie secche, leggermente tostate e triturate assieme a frammenti di rami giovani e gli pediolos di questa pianta.
La Yerba Mate era conosciuta dagli spagnoli quando sono entrati in contatto con le popolazioni autoctone del territorio che comprende le Misiones, nord Argentina, Paraguay e Brasile meridionale.
I Guaranies ed i Guaycuru li usavano fin dai tempi antichi, anche prima di Colombo, negli inizi la masticavano e posteriormente è stata usata come infusione.

Negli scavi recenti della zona occupata dagli Incas hanno incontrato resti di essa. Per quello si deduce che è stata, ovviamente, oggetto di scambio tra le popolazioni autoctone del Sud America.
Chiamata ca'à dagli guarani, piaque molto agli spagnoli arrivati nell secolo XVI, e fù battesata allora come il Tè dei Gesuite o Tè Paraguayano,e fù cosi che dieddero ai Gesuite, installati nella zona, precise ordini di coltivarla.

Ma al inizio risultò molto difficoltoso, sopratutto per la germinazione particulare della pianta.

In seguito è diventato un pilastro importante dell'economia che caratterizza le missioni dei Gesuiti.
Nel 1769 i gesuiti furono espulsi con violenza da questi territori e con la scomparsa di essi, le piantagioni sono state abbandonate e, soprattutto, le tecniche di germinazione e di sviluppo, purtroppo vengono perse.
Ci è voluto più di un secolo per riprendere la loro coltivazione.

Dopo molti studi e fallimenti, hanno realizzato nuove germinazioni dei semi e cosi agli inizi del 1900, le piantagioni sono state avviate nuovamente ricuperando la sua rilevanza.
Oggi è di fondamentale importanza per l'economia della zona.


Il Mate è un infuso che è fatto in due modi.
Uno è facendo un decotto: vale a dire mettendo la Yerba Mate in acqua bollente per poi essere filtrata. Come un tè.
L'altro è il Mate Cebado (si legga "sebado"), ciò significa usare un contenitore che si chiama Mate, che può essere fatto di materiali diversi, con una canuccia chiamata "Bombilla", che consiste di un tubo metallico che termina con un filtro saldato di piccole dimensioni.

L'atto di "Cebar" consiste in versare un po del'acqua calda nel Mate e offrirlo agli ospiti che lo devono bere a piccoli sorsi della canuccia, elemento che aiuterà a raggiungere l'infusione in bocca, privo di foglie.
I materiali da cui sono prodotti i Mates sono diversi. Uno molto tradizionale è fatto diun tipo di zucca ,che spogliata dai semi e fatta secare è un ottimo contenitore ( la Lagenaria vulgaris chiamata in spagnolo "calabaza")
Il nome Mate deriva da una parola " Mati" in lingua Quechua che significa zucca, e viene anche detta Porongo di Puru: zucca e Purungu: zucca di grandi dimensioni.

L'Artigianato del Mate è molto bello e florido in tutta l'Argentina e nei paesi dove si consuma.

Se riuscite a visitare questi luoghi, vi consiglio di osservare il innumerevoli varietà e la creatività con cui si lavorano. Dagli più costosi, con bagno d'argento fino a quelli foderati in pelle e perfino con la trippa.

Ci sono anche fatti con la cornamusa di toro e canna di bambù.
Oggi c'è una produzione importante di quelli per tutti giorni fatti di legno con bagno in alluminio. Il legno con cui sono fatti deve essere un legno duro come lignum, quebracho colorado, carruba, arancio, Calden tra gli altri.

Proprio come quello che vi mostro dalle foto.

PROPRIETA' DELLA YERBA MATE

Gli Guaranies hanno attribuito alla yerba mate poteri di origine divini ed effetti magici.
Oggi è noto che l'infusione di yerba mate, a prescindere di come la consumiamo, è davvero stimolante e tonico.
E 'energizzante: dalle xantine che contiene, la yerba mate è una fonte naturale di energia che stimola lo sforzo intellettuale e fisico. Le Xantine (caffeina, teobromina) sono composti che stimolano il sistema nervoso centrale (CNS).

Tali risultati di stimolazione in eccitazione, controllo e regolazione dello sforzo intellettuale e muscolare, che lo rendono ideale per chi pratica sport o entrambe le attività fisiche e mentali.
Si tratta di un dinaforo: ripristina la fatica agevolando con successo il lavoro e l'attività.
Si tratta di un acceleratore del ritmo cardiaco, contribuendo ad abbassare la pressione sanguigna.
Attiva la peristalsi nell'intestino, favorisce l'evacuazione e minzione e agisce come uno stimolante per le contrazioni dello stomaco.
Si tratta di una fonte di vitamine del gruppo B, che aiutano il corpo a liberare e sfruttare al meglio le energie contenute negli alimenti.

Aiuta la funzione muscolare e di avere un corpo, pelle e capelli sani.
Si tratta di una fonte di minerali come il potassio, minerale di magnesio che aiuta a integrare le proteine e ferro.
Si tratta di un potente antiossidante in quanto contiene polifenoli.

Questi composti aumentano le difese naturali del corpo per prevenire gli attacchi quotidiani che causano danni alle cellule del corpo.

La yerba mate si rivela come un ossidante più potente di acido ascorbico (vitamina C) con proprietà simili al vino rosso nel loro ruolo di potente antiossidante e inibitore di ossidazione delle lipoproteine a bassa densità.
Ferma l'invecchiamento delle cellule.
Collabora nella non crescita delle cellule di cancro: in quanto nella lotta al invecchiamento cellulare, gli antiossidanti impediscono lo sviluppo di alcuni tipi di cancro, come la bocca.
Previene la arteriorclerosis, consistendo nella assunzione di antiossidanti e quindi prevenire le malattie cardiache e ictus.
I fini medicinali:
Come tonico, diuretico e stimolante per ridurre l'affaticamento, sopprimere l'appetito e aiutare la funzione gastrica.

È anche usato come un depuratore, per promuovere l'escrezione dei rifiuti.

In Brasile, è usato per combattere la depressione, la stanchezza e l'obesità.

Le foglie tritate servono anche nell'applicazione topica sulla pelle per curare le ulcere, a causa l'elevato contenuto di tannino, che generano un cicatrizante.A astringente e globale, ha anche una lunga storia di utilizzo.
Sono diverse le nazioni d'Europa in cui è utilizzata per aiutare alla perdita di peso, per combattere la fatica fisica e mentale, per combattere la depressione e mal di testa.

Per esempio, in Germania è diventata popolare per aiutare a perdere peso e ridurre la fatica fisica e mentale.

In Francia è stato approvato per il trattamento di astenia (debolezza e mancanza di energia), come aiuto per programmi di perdita di peso e come diuretico.

In Inghilterra è anche indicato per il trattamento della fatica, perdita di peso e mal di testa.

Negli Stati Uniti è raccomandato per il trattamento del mal di testa, emorroidi, ritenzione idrica, obesità, stanchezza, stress e costipazione. In questo paese, è anche usato come ingrediente in varie preparazioni a base di erbe per fornire energia e per la perdita di peso.

E' consumata anche in India, per curare mal di testa, depressione nervosa, dolori reumatici e fatica.
Non è consigliata per chi soffre di gastrite o ulcera, perché aumenta l'acidità, per effetto ulcerose dei tannini e di stimolazione della secrezione gastrointestinale.

Questo è il motivo per cui non dobbiamo abusare di questa bevanda.

IL MATE NELLA NOSTRA CULTURA


Oltre alla proprietà della yerba mate che avete letto, e che sono davvero molte ed importanti, il Mate non è considerato solo un drink.
Il Mate è importante dal punto di vista dello sviluppo sociale e culturale.

Parla di storie condivise, comune a questi paesi sudamericani.

Ma, al di là della sua storia, la tradizione del Mate è profondamente radicata nel inconscio, è una cerimonia che coinvolge a tutti noi , nella semplice scena che si ripete ad ogni angolo del paese:un mucchio di persone riunite in torno a questa bevanda , che passa di mano in mano, in condivisione mentre si chiacchera, si ride, si decide, si lavora, in somma, ed anche inserito durante le attività svolte da questo gruppo.
In particolare in Misiones e Corrientes, le due province argentine produttrici Yerba Mate.
In Misiones, le porte delle case sono sempre aperte ai visitatori, che con un sorriso sul suo volto ti da il benvenuto : Come stai, Chamigo (amico)!

Poi , ci si sistema nella parte più frescha della casa e anche se il caldo è veramente incredibile (circa 40º all'ombra talvolta) la domanda viene quasi naturale: Prendiamo un Mate o un Tererè? Ottenuta una risposta il padrone di casa , detto anche "el Cebador" (chi ceba, cioè fa il mate) si incammina verso la cucina.
Il "misionero" (abitante di Misiones) è premuroso, meticoloso nella preparazione del Mate.

E' importante offrire un buon Mate, cioè l'acqua con la giusta temperatura, una Yerba di qualità, staggionata a sufficienza per avere un sapore delicato. . Un buon Mate , quello vero, si beve amaro. Non vi azzardare a suggerire un granello di zucchero!

E' cosi che va apprezzata la Yerba Mate da sola. Senza aggiunte. Se è buona, vi assicuro che lo zucchero non serve!
La gente del Nord-est è molto orgogliosa delle sue radici, e ha sofferto in passato.

Un passato di persone sottomesse al lavoro delle piantagione.

Quei tempi erano violenti, in cui il capitale ed il suo proprietario si valeva della forza lavoro del popolo aborigeno. Tenuto alla mercé delle oscillazioni dell'umore del "Capanga", cioè il boss, pagato misseramente in un regime di quasi sclavitù.
Nonostante tutto questo, la gente è calda e generosa.


BEVIAMO UN MATE?

Come si prepara un Mate?
In primo luogo abbiamo il Mate e la Bombilla.
Si mette l'acqua a scaldare in un bollitore, che in Argentina si chiama Pava.
Per il Mate si usa molto questo bollitore ,che è quasi sempre tenuto sul fuoco per mantenere la giusta temperatura, o posato sul tavolo per poi rimetterlo sul fuoco, ogni tanto.
Attualmente, ci siamo modernizzati con l'aiuto di un contenitore che mantiene l'acqua calda per un paio d'ore, il Thermos.
La yerba mate, come vi ho detto è fatta di foglie e rami.
In Argentina si consumono delle foglie ed una certa percentuale di bacchette di questa pianta.
In vece, nel Brasile, si prendono solo le foglie.
Uruguay non è un produttore di yerba, ma è il primo consumatore pro-capite (circa 8 kg / persona / anno). Loro acquistano la yerba soprattutto ai brasiliani e la processano al loro piacimento.
Le foglie nel
processo di elaborazione, -sarò molto sintetica (cliccate qui per ulteriori informazione, se lo desiderate)- sono passate attraverso una azione di essiccazione di pochi secondi sulla fiamma del fuoco (dentro una specie di tamburo che gira su questo fuoco), cioè veloce però ad alta temperatura per passare poi una lenta essiccazione. Poi vengono trite grossolanamente e messe a staggionare in un capanonne a determinate condizioni di temperatura e di umidità per passare poi essere macinate e confezionate.
E così prendo questo colore verde-oro, o come se dice tecnicamente, verdi secche con toni gialli.
Il Mate, cioè il contenitore, deve essere riempito nelle sue 3 / 4 parte di Yerba Mate.
Poi si copre la bocca della zucca con una mano e lo si scuote energicamente.
Perché?
Per rilasciare il residuo di polvere della Yerba che dà un sapore molto amaro e poi non è buono per il consumo.
Ed ecco qui la prova!
La quantità di polvere contenenti nella Yerba è regolata anche nelle indicazioni tecniche di produzione e non deve superare una certa percentuale.
L'acqua deve avere una temperatura che varia tra il 70 e 80 gradi. Quindi non deve bollire.
Alcuni preferiscono per iniziare il Mate, versare un po 'd'acqua calda nel contenitore e scartare due o tre. Cioè, sbuttare i primi sorzi.
Questo, di solito, lo si fa da solo in cucina, non davanti agli ospiti , cosa che darebbe una brutta impressione.
Dopo aver incorporato la "bombilla" questa specie di canuccia con un filtro agli estremi, si spinge la Yerba tutta da una parte, è quindi rimane un buco sul contenitore, questo si fa perche cosi si riesce una infusione di più duratura senza dover cambiare tanto espesso la Yerba per avere una bevanda con la concentraziones ottima.
La verità è che funziona, davvero.
Se non si fà, i primi Mate vengono molto amari. E' una cosa saputa da chi sà fare il Mate.
Ci sono alcuni detti nella campagna como quello : Il primo Mate va per il Tonto.

Essendo il più amaro è per quello che lo beve chi lo fà, e cosi no si fa dispetti agli ospiti.

Si bevono anzi due o tre finche si considera ha un buon sapore.
L'amarezza della Yerba Mate è un indicatore di qualità. Quando l'acqua viene versato e fà schiuma, vuol dire, in genere, che è ben fatto!


In generale ,la regola è che 100 gr. di yerba servono per bere circa 1 litro di infusione atraverso il Mate cioè il contenitore.

E Il MATE COCIDO O DECOTTO?

Vi ho detto che un altro modo di bere la Yerba Mate è prendendola come se fosse il tè.
In questo caso, basta un cucchiaio di yerba mate per mezzo litro d'acqua.

Portare ad ebollizione l'acqua, aggiungere la Yerba e spegnere il fornello.

Lasciate riposare per 5 minuti e servite in tazze di tè.
Il Mate cosi è presente in molte case umili.
Ci si beve cosi anche nelle mense scolastiche.
E questo è cosi, perche ovviamente costa meno rispetto al tè e caffè.
Ma non ha nulla da invidiare a suoi concorrenti per tutto quanto vi ho raccontato.
In queste situazioni, dove ci si trova nella vera povertà, se si è fortunato, a volte è "macchiato" con un po 'di latte.
Ho vissuto in contatto con gente molto povera e posso assicurarvi che a volte l'unico pasto della giornata è una decotto di Yerba ed un pezzo di pane .


SUO FRATELLO IL TERERE'

Il tereré è la versione fredda del Mate.
A suoi origini nel Paraguay, ma si è ampliata notevolmente in Misiones, Corrientes, Chaco e Formosa, tutte provincie del Nord Est Argentino.
Si prepara un liquido freddo, che può essere solo acqua, o acqua con foglie di alberi nativi della foresta, come il koku - Edulis Allophilus o anche altre erbe come la menta, Cedron, equiseto, tra altri.
Attualmente, soprattutto i giovani , lo fanno con tutto ciò che li vengono in mente , limonate, succhi di frutta e anche bevande analcoliche, gasseose, ecc.
Distorto? Da un punto di vista nutrizionale quasi certo. Per il resto, non si può biasimare chi è curioso.
Dicono che sono stati alcuni russi arrivati ad Itapua (regione del est di Paraguay), a chi li sono venuti in mente di passare dal'acqua fredda ai succhi.
A casa mia, è sempre preso con una limonata succosa e ben gelata.
Il bicchiere in cui viene preparato, può essere fatto di diversi materiali.
I paraguaiani usano le corna di bue chiamate Guampa.
Si procede nello stesso modo di come si prepara il Mate ma solo che con liquidi freddi.
Se si lo porta fuori casa si usanno bicchieri di plastica.
Questa bevanda è conosciuta nel Nord-est dell'Argentina, non essendo diffusa nel resto del paese.
Qualche tempo fa, alcune aziende stanno cercando di farlo conoscere , mettendo sul mercato la vendita di un kit usa e getta, come è accaduto con il Mate.

Soprattutto nelle zone turistiche e località come le città con mare o laghi o fiumi, cioè sulle spiagge.
E 'rinfrescante, e in luoghi con molto calore, di vitale importanza perché ci si mantiene ben idratato bevendo esso.
Il gusto de la Yerba si continua a sentire comunque questo sia freddo.
L'infusione è più diluita ma con tanto di efficace.
I Guarani anche lo bevevano cosi freddo.
Dicono che hanno usato i denti appoggiati sul bordo delle ciotole da cui si beveva, per filtrare le foglie.

Nelle province nord-est dell'Argentina è molto comune vedere persone che camminano con i loro Mate o Tererè.
Nelle piazze e nei parchi.
Di fronte alle rive dei fiumi che passano davanti a un gran numero di città, con strade costiere per passegiare.
Ai concerti ed alle fiere.
A tutte le ore.
Dalla mattina alla sera.

Anzi, ma questo accade solo nel nord-est, dove sono bevuti in uffici privati, al lavoro, e anche nelle scuole.
Qualche anno fa, anche negli uffici pubblici, ma poi questo ha cambiato e di fatto è stato vietato dalle obiezioni ricevute, già che è stato detto che ha alterato la qualità delle attenzione a le persone, che secondo questo parere eranno trascurate.
LA YERBA MATE NEL MONDO
Il suo consumo in Brasile è diverso, datto per la trasformazione della Yerba, costituita esclusivamente di foglie.
Si beve in un contenitore chiamato "Cimarrao", che è molto più grande del nostro Mate argentino.

Se lo riempie d'acqua (va quasi un litro) e lo si fà ruotare intorno, prendendo ogni persona solo pochi sorsi per poi passarlo al prossimo finché l'acqua si esaurisce.
In Uruguay, ognuno ha il suo thermos e il suo Mate, e non si condivide.
La Yerba Mate viene esportata in una cifra non indifferente verso i paesi del Medio Oriente, dove è stata accolta molto bene.

Anche paesi come la Russia, l'India e gli altri.
In Siria hanno adottato il Mate Cebado, guidato da persone che avevano migrato alla Argetina e hanno mantenuto questa tradizione una volta rientrati nel suo paese.
Ma ciascuno ha il suo kit, che è, senza condivisione come in Uruguay.

Io spero aver datto una prima conoscienza di cosa è il Mate per gli argentini e perchè ci piace e ci siamo molto legati a esse.
E poi, dovunque io vada, me lo porto dietro!

E parte di me , non posso fare a meno, come la pasta per gli italiani!!

Buen Mate a Tutti!!
Fonti:
Yerba Mate - Analisi della catena alimentare da Ing. Patricia A Parra- Sector Infusiones de Alimentos Argentinos. Food Sector.
Terra dei gauchos Il Mate
Tutte queste pagine sono però in spagnolo, se volete appofondire potete usare Google traslator.

Fotos de Argentina

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