giovedì 29 ottobre 2009

Ad ogni casa... il suo Puchero.


A casa mia , appena arriva il freddo in questi giorni d'autunno, alla domanda Cosa mangiamo oggi? non sarebbe per niente strano di risposta: Puchero! (si lega "pucero")


E proprio così! Molto al gusto nostrano, questo piatto "povero"? ( a questo punto il dubbio dovrebbe essere risolto) e molto popolare, gode di tante ricette come famiglie argentine ci sono.


Ad ogni casa, una versione.


Quello che non cambia è il metodo di cottura. Fatto in pentolone ( il nome Puchero viene del latino "pultarius" ed è in realtà come si chiamaba una volta la caseruola usata per cucinare) e con tutti gli ingrediente che vanno aggiunti a seconda dei tempi di cottura.


Discendente del "Cocido" (si lega cosido) spañolo, tante volte, però, senza i ceci, che nel mio paese, purtroppo, non sono molto usati.


De grande importanza è ,invece, il aggiunto delle carne rosse, bovine. E si! E' così, gente, se si parla delle "Pampas", è impossibile che manchi della carne!
La Carne in queste terre è "LA" carne ed è stato cosi dagli inizi, quando il bestiame vagabondava libero, pascolando finche quando serviva, lo si catturava.
Tante verdure anche! Patate, carote, cipolle e..... zucca! Un pienone di zucca!! Perche è cosi che viene buono il Puchero!
Perciò quando le prime zucche spuntano, Puchero sia! Risulta quasi doveroso usare le zucche così!
Poi li si può aggiungere delle patate dolci, del cavolo, e del mais dolce, in panocchia preferentemente ( se lo si trova).


In somma, tutto quanto se vuole e si trovi nel frigo.


E' una preparazione economica e di grande resa.

A casa mia, questo piatto non è stato per niente traslasciato, ed è giustamente in questa stagione , l'Autunno, quando troviamo le meravigliose zucche che va cucinato con entusiasmo.


C'è già una vecchia intesa, tra mio marito e me, quando facendo le spese, alla vista delle prime zucche, dopo un incrocio di sguardi, lui va a prendere il taglio di carne preferito, l'ossobuco di manzo, e io mi incarico di fornirmi di belle zucche!!


Vi dico subito come si prepara!

Ingredienti ( per 4 persone raddopiando la quantità di carne)
1 zucca di 600 gr.
3 carote
4 patate
2 patate americane
1 cavolo verza piccolo
1 cipolla
2 spicchi d'aglio
2 zucchine
2 ossobuchi di manzo
sale e pepe q.b.





Mettere a cuocere la carne con la cipolla e magari anche una foglia di sedano ed altra di alloro, in un pentolone con acqua fredda.
I tagli di carne usate sono tutti quelli bovini con osso. Noi preferiamo l'ossobuco, mio marito va matto per il midolo, che si mangia con del pane e sale sopra. Un prelibatezza per lui!


Pero si possono usare tutte quante usate di solito per fare il bollito, e cosi potete aggiungere anche se volete carni bianche.


In Argentina, per ragioni già sapute, si preferisce quello fatto con le carni rosse bovine e si può aggiungere qualche salsiccia, chiamata "chorizo", meglio se quello detto "colorado" rosso e piccante così come della panceta.


Ritirare la schiuma prodotta nella prima bollitura, come se si trattase di un normale brodo.


Poi decorticare e tagliare grossolanamente tutte le verdure
Pasati 30-40 minuti di bollitura delle carni, cominciare ad aggiungere le verdure in questo ordine: prima le carote, dopo le patate dolci e quelle comuni, poi il cavolo e per ultimo le zucche ed zucchine. In una mezz'ora sono tutte quante cotte.



Spegnere e condire con del sale e pepe.
Per servire, si separano le verdure per una parte, le carni per altra (come se di un bollito si trattase) e con il brodo si prepara una semplice minestra con un po' di pasta seca. Ditalini, farfalline, quello che si preferisce.



Si mangia prima questa minestra e poi si porta al tavolo le verdure e la carne con diverse salse come la maionesa, e altri condimenti tale come del olio d'oliva, sal e pepe.


Sicuramente vi ricorderà tanto al bollito, e possiamo ammetere la sua assomiglianza.


Se non fosse per la tonelatta di verdure con cui si acompagnano queste carni!!


E' sostansiozo però per niente pesante. Ideale per un pranzo di domenica o qualunque giornata fredda!


Provate ad assaggiarlo!


Buen Provecho!

martedì 20 ottobre 2009

Chipitas...Ovvero... Biscotti di Farina di Manioca e Formaggio.


Le "Chipitas" (si legge "cipìtas"), anche conosciute come Chipà o Chipacitos, sono dei panini elaborati con l'amido di manioca (detta anche yuca o tapioca) e formaggio. Ricetta d'origine paraguaiano, molto popolare però nel Nordest della Argentina, tanto di essere considerata di quelle tradizionali, tale come è sucesso con tanti altri piatti condivisi con i fratelli del Paraguay.

Ormai , nella provincia di Misiones, dove vengono chiamate cosi "chipitas"(diminutivo di Chipà) perche si fanno in misure ridotte, costituiscono uno degli abbinamenti più amati per il Mate, la nostra popolare infusione.

Sono indicate per i celiaci, già che vengono interamente elaborate con farina di manioca , dove non c'è glutine. E sono ricche di proteine dovuto a la presenza di formaggio.

Da buona "misionera" (perche provengo da quella bella provincia), anche se sono anni che vivo in Italia, le faccio volentieri spesso per la mia famiglia (miei figli ne vanno matti) e per gli amici a chi piaciono tantissimo.

Per fortuna che essistono i negozi alimentari che forniscono un sacco di alimenti "dell'altro mondo", dove trovo sia la radice di manioca , nel mio caso quella della Costa Rica, come l'amido , ultimamente ho trovato quello della Tailandia ( sulla confezione scritto "Farina di Tapioca"), però può provenire anche dal Camerun. Non vi servirebbe, mi sembra importante chiarirlo, quelle creme o preparati di tapioca, già che contengono altri ingredienti.

La ricetta che oggi vi propongo è chiaramente una variante fatta con elementi reperibili quà in Italia e devo dire che il risultato è buonissimo. Almeno gli argentini (alcuni anche figli di paraguaiani) che li hanno assagiate mi confermano che il sapore è tale come lo ricordano.

Certamente, non mi traterrò nella ragionevole discussione della diferenza che c'è ,tra quello elaborato nel luogo di origine con prodotti del posto, e quelli fatti "out side".

E importante però, comprendere il valore per chi abita lontano della terra che ci ha visto nascere e ci ha nutrito per anni, di mantenere la memoria olfattiva e gustativa dei nostri piatti tipici, ed ancora di più ,se riuscite bene, condividerlo con la famiglia ed amici essendo fonte d'inmenso piacere.


Ingredienti (per 45 palline)


500 gr. d'amido di manioca o farina di tapioca.
3 uova grandi (o 4 piccole)
250 gr. di ricotta di mucca
250 gr. di Formaggio Maasdam Olandese
200 gr. di burro
100 gr. de formaggio gratuggiato (mix o quello che avete)
1 cucchiaino di lievito in polvere.
1 cucchiaino di sale (fare attenzione se usate formaggi molto salati)



Tagliare il Maasdam a cubetti. Lo potete anche gratuggiare grossolanamente ma io preferisco "trovarlo" dopo nell'impasto. Mi capirete una volta che li assaggiarete.
Dopo un po' di prove ho concluso che il Maasdam è quello che più si assomiglia al tipo di formaggio usato nel mio paese, chiamato Mar del Plata o Pategras. Sebbene vengono anche buoni con il Goudà o il Emmental, preferisco sempre questo altro formaggio.

In una ciotola ben capiente, aprire le uova ed aggiungere il burro previamente fuso.

In seguito incorporare la ricotta.


*La ricotta non viene usata nella ricetta originale, che invece prevede del formaggio fresco.
Questa variante l'ho imparata da una compagna di università, che li faceva cosi e venivano buonissimi. All'epoca c'era una bella diferenza economica tra il prezzo del formaggio fresco e quello della ricotta e seccome le risorse erano piuttosto escarse , ricotta benvenga!! Mentre lei studiava Chimica (oggi è una farmacista) e io ,Contabilità , ci mangiavamo questa versione delle "chipitas" con il Mate. Bei ricordi!!
Aggiungere allora il formaggio a cubetti.

Per ultimo, setacciare l'amido con il lievito ed incorporare il tutto alla miscela ùmida.
Unire gli ingredienti un po' con la mano dentro la ciotola e poi versare sopra un piano di lavoro per finire d'impastare velocemente.

Collocare la palla ottenuta dentro un film in frigo per almeno 2 ore. Questo servirà a indurire l'impasto.

Formare delle palline misura "golf" e infornare a 200º (forno preriscaldato) per 20 minuti.

Devono apparire dorate ma non brucciate.

Se volete potete fare le palline e conservarli nel freezer per cuocerli quando lo desiderate. Di solito io faccio cosi per poter averli sempre pronte quando siamo tentati e per offrire a nostri amici che li adorano.

Non resistono alle Chipitas!

Sono ideali per portarli a un picnic come merenda, e anche in occasione di un "happy hours" come stuzzichini.
Coraggio! Comprate l'amido e fattele, vi sorprenderete quanto piaciono!!


Buen Provecho!
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